Groenlandia, Gaza, guerrafondai…
Giorno di pesce di Aprile, oggi: quello che troverete scritto qui sotto, invece, fa parte dell’attualità, della Politica internazionale, anche se più di un passaggio, fino a qualche tempo or sono, sarebbe stato derubricato per l’appunto a pesciolino, sic…
Sulla condanna a Marine Le Pen, in redazione ci mancano ancora un paio di elementi che si vuole avere il tempo di controllare con la dovuta calma: ergo, se ne riparlerà presto, tranquilli.
SPEZZARE LE RENI ALLA GRECIA!
Nei primi due mesi dell’Era Trump (insediatosi lo scorso 20 gennaio, per chi non lo ricordasse), si può fare – o almeno dire – davvero di tutto: pressoché ogni tabù è stato infranto, demolito, abbattuto. I pesci di Aprile, per l’appunto, non hanno più senso.
Si era ampiamente previsto – anche su questo blog – che il Trump bis sarebbe stato ben peggio (o meglio, se del caso) del Trump 1: eppure, alzi la manina – destra o sinistra, non importa – chi avrebbe previsto per esempio dazi del tipo di quelli che entreranno in vigore domani (affossando il settore automobilistico europeo, verosimilmente); ma soprattutto, chi avrebbe immaginato che il Canada (il Canada, non l’Eritrea) sarebbe entrato nell’occhio degli States – non per un’alleanza rafforzata: per una autentica annessione! -, oppure che si sarebbe detto che la Groenlandia, siccome ha un indubbio valore strategico specie con l’aumentata navigabilità di quelle zone e per le cosiddette “terre rare”, “deve essere nostra”, nel senso trumpiano del termine.
Nel 1823, fu creata la Dottrina Monroe, affinché gli States potessero avere un “cortile di casa” più ampio e meglio garantito; oggi, siamo a una Dottrina Trump ben più estesa e variegata, con l’Europa – vista come nemica e parassita – da spartirsi insieme al liberaldemocratico moscovita.
A proposito, i lettori avranno di certo notato come Putin non solo non abbia condannato l’ingerenza trumpiana sulla Groenlandia, ma anzi l’abbia definita di fatto legittima: i due si legittimano l’uno con l’altro, non c’è proprio verso.
Mentre Francia ed Inghilterra sono pronti ad un nuovo protagonismo, financo con truppe proprie da inviare in Ucraina lungo l’asse del Dnepr, e giacché il ruolo di pontiere alla Premier Meloni piacerebbe assai (ma ci sembra non stia proprio riuscendo al meglio), l’unico nostro possibile protagonismo è dunque sul Mediterraneo.
Bellicosi come stanno ridiventando i francesi, lascerei stare rivendicazioni sulla Corsica, almeno per ora (poi hanno la force de frappe, loro); gli Stati africani (ed anche l’Albania), bisogna tenerseli buoni – Libia in primis, come si vede -, per la questione degli immigrati; non ci resta che una via, per tornare a fare l’Italia e non più l’Italietta: spezzare (finalmente) le reni alla Grecia, dopo la figuretta del 1940.
L’altra volta, si aspettò in modo folle la fine di ottobre, per partire lancia in resta, quindi a questo giro entro maggio bisognerebbe invece iniziare la conquista. O ora, o mai più…
I GAZAWI CHE MANIFESTANO CONTRO HAMAS
Con tutto il bailamme che accade nel mondo (e a cui, leopardianamente, anche la Natura offre il suo volenteroso e spontaneo contributo, con lo sconvolgente sisma – 7,7 Richter! – in Myanmar o Birmania che dir si voglia), è inevitabilmente passata sotto silenzio una notizia di enorme importanza.
In quel di Gaza – nel nord della Striscia, in particolare – nei giorni scorsi alcune centinaia di persone sono scese per le strade, contestando la leadership di Hamas (che in loco prese il potere con un golpe, 18 anni or sono); i macellai dell’organizzazione, per non smentirsi mai, hanno il giorno dopo rapito un 22enne manifestante, lo hanno torturato ben bene, poi – previa scontata uccisione – lo hanno lasciato davanti a casa sua. Colpirne uno, per educarne cento o più: neanche una gran novità, ma sempre mediaticamente efficace. A qualunque latitudine.
A questo punto, dopo lo straordinario coraggio di questi manifestanti del nord di Gaza, il “re” è definitivamente nudo (e lordo di sangue); vediamo se – da oggi in avanti – nelle piazze occidentali, nonché italiche, si andrà a manifestare sul serio, oltre che contro Netanyahu, a favore dei palestinesi: non però di tutti (come non bisogna farlo per tutti gli israeliani), ma solo di quelli ben lontani da Hamas.
Negli ultimi anni e mesi, non è stato assolutamente così, perché qualcuno ha avuto l’ardire di inneggiare anche alla “resistenza di Hamas” (anche questo, è toccato vedere e sentire): vediamo se si concretizza il meglio tardi, che mai…
I GUERRAFONDAI SVEDESI
Domani, a Strasburgo, si voterà il Piano di sicurezza dell’Unione europea: in funzione – inutile girarci intorno – del pericolo rappresentato dalla Russia putiniana (la quale, invece, è notoriamente – come dimostrato dagli accadimenti degli ultimi anni – pacifica e nient’affatto imperialista).
L’Unione europea, a livello di comunicazione, sta purtroppo brillando per alcuni passi decisamente falsi, come l’ormai celebre kit di sopravvivenza, con video annesso: se si trattava di ironia, è stata ben poco riuscita; se rappresentava un qualcosa di serio, andava gestito in modo del tutto altro.
Ciò detto, la questione è: visto che gli States – nella migliore delle interpretazioni – se ne sbattono dell’Europa (ripetiamolo: nella migliore delle interpretazioni), e che il liberaldemocratico moscovita è un pochino birbantello, si deve fare qualcosa, oppure no? Per la redazione del blog – come i lettori ben sanno -, sì, e magari anche bene, meglio ancora se presto; per la maggior parte degli italiani, invece, no: siamo in democrazia, ergo c’è spazio per tutti, nevvero?
Anche ovviamente per il sarcasmo sull’Italia e sull’Europa militare o militarizzata, sarcasmo che mette insieme comici di professione (la Littizzetto, da Fazio), e giornalisti che deridono chiunque la pensi diversamente (ma illo tempore si erano infatuati, prima dell’innamoramento per Conte, per un comico di professione, toh): e giù ad immaginare sarcasticamente – dal Fatto odierno, Travaglio – che nel fine settimana “in ogni parco si terrà il Sabato Europeista con marce militari, salto nel cerchio di fuoco, corsi di passo del giaguaro, lancio di granate e sopravvivenza alla macchia”, giusto per citare una (piccola) parte per il tutto.
Poi – fra l’altro, scorrendo sempre Il Fatto -, si arriva a pagina 5 (pezzo di Wanda Marra), e si viene a sapere che la Svezia sta distribuendo un “Manuale di sopravvivenza” ai suoi 5 milioni di cittadini, con indicazioni varie in caso di attacco (russo: pensa quanto sono ingenui, a pensare che Putin sia un monellaccio).
Ma come: la Svezia, proprio lei? Tu quoque, verrebbe da dire! Quella Nazione in cui – giusto 5 anni fa, fra l’altro – mentre in Italia quello stesso seguace di Padre Pio chiudeva indistintamente milioni di italiani in casa, mettendo fine ad ogni diritto e garanzia costituzionale (e faceva rincorrere i podisti ed i ciclisti per le strade e le spiagge), si viveva invece in modo pressoché normale (e senza che il rapporto fra cittadini e morti si impennasse in alcun modo, rispetto a noi), proprio lì ora hanno paura, e cercano di prepararsi, per quanto possibile almeno? Sarà stato l’effetto del Covid anche lì: il long Covid, che agisce mefiticamente sulle menti.
Ah, è davvero il caso di dire, chiaro e forte: SPQS, vale a dire “Sono pazzi questi svedesi”…
Ps Gli ultimi giorni, per la Selva, sono stati davvero intensi, ed il negativo prevale purtroppo sul positivo: alla felice e gradita notizia della scelta di Benedetta Mocenni come Rettore del Magistrato delle Contrade (primum per un dirigente selvaiolo: auguri di buon lavoro!), hanno fatto riscontro la morte di Beppe Sargentini, amico davvero di una vita (autodefinitosi “il Sindaco del Vicolo della carrozze”: chi lo ha conosciuto, sa perché), e, giusto ieri, di Marco Betti, con una morte davvero tanto improvvisa quanto prematura.
….la Svezia è da tempo che ha cambiato atteggiamento nei confronti della Russia, sin dall’annessione della Crimea nel 2014: reintroduzione della leva obbligatoria, aumento delle spese militari, rafforzamento difese militari sull’isola Glotand nel mar Baltico, adesione alla NATO, pieno sostegno – anche militare – all’Ucraina…..
evidentemente il fiato sul collo del – come hai giustamente definito – liberal-democratico Putin pesa e tanto!
Fausto
In Svezia hanno potuto gestire le limitazioni a spostamenti e contatti su base volontaria, e gli svedesi hanno risposto chiudendosi volontariamente in casa, perché sono…. svedesi.
Raffaele, santocielo, ti sembra da ridere che in Svezia siamo arrivati al punto di dover divilgare un manuale do sopravvivenza a 72 ore? Io boh? Ma ti/vi sembra normale? Dopo 80 di pace – “viziati dalla pace e dalla libertà ” dice Serra! – siamo di nuovo a parlare di guerra. Io non voglio morire, non così. Moriremo tutti fino all’ ultimo se andiamo avanti di questo passo, si avrà la III guerra mondiale probabilmente nucleare. Nessuno di noi sopravviverà.E poi, per cosa, per i giochi di potere di un manipolo di pazzoidi miliardari deliranti? Ma che davvero vogliamo questo? Ti sembra da ridere?
Cara M.C., ti rispondo volentieri (per l’ultima volta, altrimenti si esagera: est modus in rebus): chi si sarebbe messo a ridere, di grazia? Ed il fatto che ci siano stati in Europa 80 anni di pace (con qualche “bella” eccezione, peraltro), cosa vorrebbe dire: che automaticamente sia scontato che ce ne siano altri ottanta o più, sempre di grazia?
Vorrei solo che chi la pensa come te (vale a dire la grande maggioranza degli italiani, ovviamente), rispondesse a questa elementare domandina: se il liberaldemocratico moscovita – magari con il beneplacito del quasi Nobel per la Pace di stanza a Mar a lago, e con l’avallo “socialista” dell’equilibratissimo Elon – un giorno attaccasse la Svezia, la Finlandia, la Polonia o i Baltici, noi cosa dovremmo fare?
Lì, a differenza nostra, non deridono chi pensa a questa opportunità, perché sanno bene – dalla Historia e dall’attualità – chi è Putin (e come lo è diventato, anche grazie a coperture e furbizie europee ed italiane, certo che sì)…
Grazie as usual a tutti i lettori per i commenti, in specie a Fausto e a Ics, con le sue “truppe da 104”: fotografia perfetta, dell’Italia di oggi (e non solo)…
L’eretico
Ci sono trattati ampiamente dissuasivi in tal senso. Comunque se la facessimo finita di finanziare rovesciamenti di regimi in giro per il mondo tipo ucraina, georgia, serbia, moldavia ecc… per non parlare delle ‘primavere arabe’ del nobel per la pace Obama (leggasi ‘Rivoluzioni Spa’ di Alfredo Macchi o l’attività di Usaid) non ci sarebbe nulla da temere.
Guarda caso ai regimi che fanno comodo non si torce un capello.
Secondo un recente report NATO dal 2012 al 2024 la spesa militare annua dei paesi NATO è passata da 910 a 1185 miliardi di usd. Nello stesso periodo quella russa è passata da 69 a 109 miliardi.
Secondo un altro studio dell’International Institute for Strategic Studies la sole Ue ha speso nel 2024 circa 457 miliardi di dollari contro 145 della Russia e anche a parità di potere di acquisto il confronto è impietoso.
Anche il confronto tra gli esercito nato e russo o anche nato ex Usa e russo è impietoso…
https://osservatoriocpi.unicatt.it/ocpi-pubblicazioni-facciamo-chiarezza-nel-2024-la-spesa-militare-europea-eccedeva-quella-russa-del-58
La Russia non attaccherebbe mai un paese nato
In questo mondo dell’informazione dominato da fake e da meme non si riesce più a distinguere cosa è reale e cosa falso. Anche io ho strabbuzzato gli occhi quando ho letto questa cosa del kit, ma poi vai a vedere, e si tratta di un video ironico (un meme appunto), di dubbio gusto sicuramente, e anche inopportuno perché fatto da un membro europeo importante (la responsabile della difesa o qualcosa di simile) e non di un suggerimento reale. Ma su questa cosa monta su tutto un battage propagandistico artefatto su cui ci accanito tutti a dire la nostra.
L’Europa intesa come Comunità Europea per me ha perso una grande occasione con la guerra in Ucraina ovvero quella di porsi come intermediario credibile tra l’Ucraina e la Russia in quanto, avevamo all’inizio del conflitto, buoni rapporti con entrambi i contendenti. Ci siamo schierati platealmente con gli USA di Biden e con gli inglesi che invece avevano solo voglia di cogliere un’occasione per indebolire la Russia di Putin, la scelta è senz’altro leggittima da un punto di vista etico ma poco indovinata se si ha un minimo di visione politica. Potevano essere l’ago della bilancia, potevamo usare la vocazione atlantista ma anche la ritrovata vicinanza con la Russia per tentare di fermare il conflitto, per giungere ad un accordo che non fosse capestro per l’Ucraina, insomma per costringere i due contendenti a trattare tra loro. Ed invece, complice la mancanza di una vera unità politica e quindi anche di una visione di cosa vogliamo fare da grandi, abbiamo preferito la strada apparentemente più semplice ovvero assecondare i voleri del solito padrone americano (che vorrei sommessamente far notare dopo il 1945 non ne ha azzeccata una in politica estera). Lo so, questo per l’Eretico sembra un discorso putiniano mentre invece, secondo me, è un ragionamento di semplice realismo politico al quale però i nostri governanti sembrano non attingere più. Alla fine il padrone cambia e noi europei ci troviamo soli, e siccome non siamo capaci di stare insieme, si precipita in un delirio bellicista dove chi si oppone, badate bene, al riarmo dei singoli stati (magari si costituisse un vero esercito europeo, ma questo necessita di unità politica e dunque di una visione comune) viene accusato di essere putiniano oppure pacifinto, magari come dice la presidente di essere un hippy, bene io personalmente mi arruolo volentieri nella comunità degli hippies, alla fine della fiera risultano quelli con più sale in zucca.
Concordo in toto, Cecco, ma non ce l’avrebbero concesso… tutti i (pochi) politici non allineati in grado di muovere qualcosa sono in carcere, o ineleggibili, oggetto di minacce/sanzioni, o di attentati.
Ragionamento che presuppone un Putin interessato alla pace, che se ne sta bellamente ad ascoltare i desideri europei. Prego, accomodatevi, la pace ma certo! Mi sembrano premesse completamente errate
Quello che mi dispiace è che non sapremo mai se hai ragione oppure no perchè l’Europa quando avrebbe potuto tentare la mediazione non ci ha provato, abbiamo preferito da subito allinearci con la politica yankee. Miopi secondo me, ma magari hai ragione e Putin non è certo un santo, però fino a qualche mese prima dell’invasione andavamo tutti d’amore e d’accordo, io personalmente continuo a rimpiangere le politiche della Merkel.
…..povero autocrate Russo, che lotta per la libertà, contro la tirannia occidentale ed al suo braccio armato NATO, alleato di altri regimi democratici e liberi, come Cina, Iran, Corea….
A proposito di dazi, i nostri governanti e i loro manutengoli, li ho sentiti con le mie orecchie e stentavo a crederci, affermano che Trump ha ragione a importi all’Europa, abbracciando la tesi che siamo parassiti, e che alla fine questi dazi fanno anche bene alla nostra economia. In che mani siamo….
Dal fascismo al 104ismo
A poco più di un secolo di distanza, il belpaese torna terreno fertile per un altro obbrobrio politico.
104isti, a noi!
Attendiamo l’estate per le dotte disquisizioni sul palio metafora della guerra e lo spirito pugnante.
Ad Ottobre palio speciale per celebrare l’inps.
Circa 400mila giovani sono emigrati dall’italia nel 2024. È un’opportunità, una scommessa di lungo termine. Parte tornerà forgiata e sarà la base per una generazione diversa perché l’attuale è inadeguata ad affrontare le sfide della vita.
Non voglio fare come Cassandra, ma speriamo di arrivarci ad ottobre col palio Inps, siamo in mano di pazzi ed incompetenti, vedo tempi neri.
Bene che a gaza qualcuno alzi il capo, ma mentre hamas torturava il povero eroe 22enne, Nethaniau bombardava deliberatamente un convoglio di ambulanze seppellendo poi i 15 soccorritori con relative ambulanze (!!!) In una fossa comune improvvisata. Al Jazeera sostiene che i bambini uccisi IDENTIFICATI a gaza sono 15.600. Dei propal non me ne frega niente (cit.)… sono un aspetto estremamente marginale della vicenda gaza
Nethaniau degno candidato per il Nobel per la Pace…eterna.
Rimbambiden-Trump (scureggina); dalla padella alla brace…purtroppo per l’Unione Europea.
Trump ha soltanto messo a nudo la vera essenza degli USA, ovvero fare sempre e comunque i propri interessi, fregandosene del resto del mondo a cominciare dai paesi cosiddetti alleati, in realtà satelliti sotto la loro sfera di influenza,pronti a sostenere tutte le liro iniziative militari assurde ed inutiki perchétutte coronate da sobore scobfitte, come per esempio Afghanistan e Libia. Sarebbe l’occasione per staccarsi definitivamente, cercando alleanza con chi ci fa più comodo.